La pianta

Il tabacco è una varietà botanica che viene selezionata e classificata attraverso la valutazione di alcuni parametri caratteristici. Il livello di qualità del tabacco è il risultato di una serie di fattori quali:

  • caratteristiche genetiche del seme;
  • condizioni “pedo-climatiche” (caratteristiche del terreno ed andamento climatico) del territorio di coltivazione;
  • pratiche di coltivazione, raccolta e cura che avvengono nell’azienda agricola produttrice;
  • lavorazioni pre-manifatturiere cui il tabacco in foglia viene sottoposto prima di essere inviato agli stabilimenti manifatturieri.

I principali parametri attraverso i quali viene classificato il tabacco sono la posizione della foglia sulla pianta, la qualità del tessuto, la costola centrale e le nervature, il colore, l’odore e, infine, il livello di maturità.

Al variare della posizione della foglia sulla pianta cambia la costituzione fisico-chimica del tessuto fogliare, la sua consistenza e spessore, le sue dimensioni e la quantità di costole e nervature. Ad esempio, per il Virginia il contenuto di nicotina delle foglie aumenta salendo dalle foglie basilari alle apicali, il contrario avviene con il contenuto di zuccheri e ciò provoca caratteristiche di fumo nettamente diverse fra di loro.

La qualità del tessuto può variare dal “sostanzioso” al “gentile” a seconda della corona fogliare di appartenenza. Il tessuto gentile, cui compete una maggiore e più completa combustibilità, è tipico delle corone fogliari medio-basse, diventa sostanzioso nelle corone più alte. Altro parametro di qualità è la “grana” del tessuto che deve essere aperta. Si parla di tessuto a grana aperta quando al tatto presenta delle piccole asperità. Il tabacco a grana chiusa, che si presenta liscio al tatto, brucia con difficoltà ed è causa di difettosità nel gusto e nell’aroma.

Fiore

Foglie apicali

Foglie mediane

Foglie basali

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Componente importante della foglia sono la costola centrale e le nervature che costituiscono la struttura che consente alla foglia stessa di resistere all’azione del vento durante la fase di vegetazione in campo, oltre a costituire il sistema di riserva e distribuzione dei fluidi che alimentano il lembo fogliare. Nella lavorazione premanifatturiera del tabacco le costole centrali, che presentano un elevato contenuto di cellulosa, vengono separate dai lembi in quanto potrebbero procurare difficoltà nelle successive lavorazioni cui viene sottoposto il tabacco per la  produzione delle sigarette ed anche avere, se in quantità eccessiva,  un effetto negativo sul gusto finale del prodotto.

Il colore gioca un ruolo notevolissimo nel giudizio di qualità, essendo correlato ad altri elementi che non vengono rilevati ad un esame superficiale. Un colore vivace è indice di tabacco di buona provenienza, raccolto a giusta maturazione e ben curato, dal tessuto a grana aperta.

L’odore (che è diverso dall’aroma che i tabacchi sviluppano durante la combustione) è un indice dello stato di conservazione: il tabacco sano ha un odore schietto. Il tabacco ha la particolarità di assorbire facilmente oltre all’umidità, anche gli odori dell’ambiente in cui sosta.

Il livello di maturità è infine l’ultimo importantissimo parametro per la classificazione del tabacco.